Non sarei stata expat senza il cellulare

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Mentre camminavo per strada ieri, e controllavo sbadatamente Whatsapp, mi è venuta in mente una cosa banale. Molto più che banale anzi: ma come farebbero, gli expat, senza il cellulare? E con cellulare intendo lo smartphone, con internet sempre connesso, le video chiamate, i gruppi su Whatsapp, le app per le traduzioni. Ripensando a chi prendeva e partiva, anni fa, per girare il mondo o per vivere all’estero da qualche parte, tagliando praticamente i contatti con amici e familiari, o comunque sentendoli poco, l’unica cosa che riesco a pensare è: non ce la farei!

Oggi mi è venuta voglia di scrivere un post semplice, solo per chiacchierare, come non ne scrivevo da tanto. Quindi niente itinerari di viaggio, niente fine settimana in qualche località, niente informazioni utili sulla vita in Germania, semplicemente uno di quei post degli inizi, quando non ci si preoccupava del caro seo. Ci tengo a precisare (per evitare i commenti al riguardo) che, come in tutti i post del blog, uso il termine expat semplicemente per definire chi vive all’estero, non nel suo significato originale!

Dunque, expat e smartphone. Non c’è niente da fare. Non c’è nulla di più banale. Eppure. Eppure quel cosino sempre più sottile, che ci portiamo sempre appresso, ha reso possibili cose che prima erano complicatissime. Ad esempio, sapere in tempo reale quello che succede ad amici e familiari. Essere sempre presenti, con un messaggio, una chiamata. Vedersi su Skype – che non è lo stesso che dal vivo – ma insomma è molto meglio che niente! Scambiarsi foto, chiedere consigli alle amiche in un gruppo Whatsapp, ma come farebbero gli espatriati senza? Secondo me in tanti non ce la farebbero, io per prima, non credo ce la farei!

Essere parte di molti gruppi, guardare le foto dei miei amici, mi fa sentire partecipe anche delle loro vite. E non solo, dopo un po’, ho avuto l’impressione di avere una percezione più ampia della realtà. Nel senso di non sentirmi tagliata fuori, anche se lontana. L’effetto collaterale di questa facilità nei contatti c’è eccome, ed è la nostalgia di casa. Alcuni expat di vecchia data, consigliano sempre di tagliare tutti i ponti, tutte le relazioni, che solo così ci si abitua alla nuova vita. Mi sembra un consiglio orribile e sono certa che non lo seguirò mai. Dopotutto, è vero che trasferendosi si ha una nuova vita, ma la mia vita è pur sempre una e non è legata ad un posto!

Oltre a rendere più facile sentirmi con chi è in Italia, lo smartphone è anche  il mio salvavita in moltissime occasioni. Ad esempio, come ho potuto, dal giorno 1, girare da sola in città sconosciute, raggiungendo posti dove non ero mai stata? Senza Google Maps non ce l’avrei mai fatta! Per non parlare delle app per tradurre i vocaboli, che sono, letteralmente, un salvavita. La settimana scorsa ero dal dottore ad esempio, e prima di entrare ho dovuto compilare un lunghissimo formulario in tedesco, pieno zeppo di termini in campo medico, che nonostante il mio B2 fresco di diploma, non avevo mai lontanamente sentito. Per fortuna avevo il mio dizionario online a portata di mano, altrimenti come avrei fatto?

E voi che ne pensate? Sareste lo stesso expat e viaggiatrici, o giramondo se non ci fossero queste possibilità? 

 

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49 Comments

  1. Sarebbe impossibile essere expat senza telefonino. O meglio: lo sarebbe oggi, visto che siamo tutti abituati non solo ad averne uno ma anche a condividere il condivisibile. Hai fatto bene a comunicare queste tue riflessioni;-)

  2. In effetti anche secondo me è uno dei lati certamente positivi della tecnologia smarphone! E concordo, anche a me l’idea di tagliare tutti i ponti fa orrore. Poi dipende certamente dalla situazione che si ha a casa, ma non ci penserei nemmeno a lasciarmi alle spalle la mia famiglia e gli amici in modo in questo modo. Non lo facevano neanche i nostri antenati che andavano ad esempio in USA e continuavano a tenersi in contatto attraverso le lettere, a conti fatti.
    Io personalmente cercherei una sana via di mezzo, ergo frequentare sia persone incontrate nel Paese di arrivo che mantenere tutti i contatti a cui si tiene davvero in patria.

    1. ps: per qualche motivo la parte del form “website” non leggeva il mio sito (www.giuliamagagnini.com) e ho dovuto pubblicare il commento senza inserirlo, può essere un piccolo problema tecnico del form?

  3. Guarda, giusto ieri, sono uscita da lavoro di corsa perché avevo la febbre. Sono arrivata a casa e mi sono accorta di non avere il cellulare. “Invio un messaggio a lavo… no. Chiamo mia mad.. no”
    Insomma, sono tornata a prenderlo.

  4. Ottima riflessione.. da un lato penso che probabilmente senza cellulare ci si sarebbe buttati di più.. mentre adesso con il cellulare ci sentiamo più tranquilli.. ricordo un anno quando vivevo in una famiglia inglese.. a scuola mi dicevano che dovevo migliorare in inglese ecc.. sono partita insicura da matti e con la paura di non riuscire a rapportarmi.. una volta la invece mi sono resa conto che nel momento del bisogno mi sono destreggiata come mai avrei pensato di poter fare! Nonostante questo sono d’accordo con te.. probabilmente non so se sarei mai partita senza.. 😉

    Federica
    Ioviaggiocosi.

  5. Ehhhh di necessità virtù, dico io! Certo senza smartphone si viveva diversamente, soprattutto se uno si trasferiva all’estero. Meglio, peggio? Non lo so. É vero che la tecnologia fa sentire meno la distanza e che se 10anni,al mio primo anno all’estero, avessi avuto tutti gli strumenti che ho oggi sarebbe stato tutto moooolto diverso. Eppure… Ce l’ho fatta. Ce la facevano i nostri nonni che si trasferivano dall’altra parte del mondo senza conoscere una parola d’inglese e ce la facciamo oggi con il cel sempre connesso e la migliore amica che Dall’Italia ti dà il buongiorno. Secondo me siamo più forti di ogni cosa e cmq vada e qualsiasi siano gli strumenti a nostra disposizione ce la facciamo!

  6. E’ in effetti una bellissima riflessione, credo che anche per me, che vivo in Giappone , sarebbe davvero impossibile senza smartphone.
    A 10mila km di distanza senza mai sentire famiglia o amici. E come aggiungi tu senza google maps (che qui è indispensabile visto che non hanno i nomi delle strade e non puoi andare più o meno a tentoni come da noi)o senza dizionario che alle volte come aggiungevi è davvero indispensabile nonostante uno magari abbia già un buon livello!

  7. Bella riflessione, in effetti è bello sentirsi, vedersi anche se lontano…ma ogni tanto penso a come sarebbe senza. Sicuramente piu difficile, piu avventuroso e a volte romantico. fermarsi e scrivere lunghe lettere, a scrivere i post con le cartoline che ormai non esistono più…beh, dai, alla fine meglio whatsapp 🙂

  8. Mia sorella vive in Spagna e ci sentiamo tutti i giorni, più volte al giorno. Condividiamo qualsiasi scemenza ci capiti a dire il vero, da quello che fanno i nostri figli/gatti alle tipe vestite in modo assurdo che incontriamo per strada. Oggettivamente senza cellulare sarebbe impossibile stare sempre così a contatto diretto!

  9. Concordo in tutto! Sarebbe certo fattibile ma molto molto più difficile, specialmente il sentirsi poco con amici e famigliari, tramite lettere come diceva Giulia, ma ora con whatsapp sembra quasi di essere in due posti contemporaneamente, ed è una cosa bellissima.

  10. Secondo me se usati per lavoro o per sentire magari un amico o un parente lontano, va benissimo… Non condivido invece l’uso smodato che spesso purtroppo se ne fa oggi. Sempre con la testa sullo schermo e poche mani che si stringono…

  11. Ero Expat nel 2010, lo smartphone era entrato da poco nelle nostre vite (avevo un Iphone 3G) e lentamente cominciava a cambiarle.
    Non c’era però Whatsapp ma Skype e Messenger, che io usavo sul pc.
    Sicuramente la tecnologia accorcia le distanze, purchè non sia troppo invadente!

  12. Assolutamente no! io non potrei vivere senza. Se posso fare un paragone il mio smartphone è il mio fidanzato: non si lamenta, non da fastidio ed è fedele nei momenti di difficoltà. Sono d’accordo con te.
    A presto!

  13. Ormai il cellulare o qualsiasi altro mezzo di comunicazione accorcia le distanze e ci fa sentire comunque a CASA! Non oso immaginare come si faceva 15/20 anni fa per una volta la tecnologia è stata utile

  14. la tecnologia accorcia le distanze, prima telefonare costava molto quindi non ci si poteva sentire tutti i giorni e te lo dico perchè l’ho vissuto! comunque si sopravviveva, ma certo io indietro non tornerei!

  15. Ottima la tua riflessione! Ne ho parlato, di questo argomento, proprio ieri con dei miei amici. Io penso che senza cellulare non ce la farei, ormai anche solo avere internet, poter scrivere alle persone in tempo reale, cercare una via o un posto su Google maps per me sono diventati di estrema importanza! Però alcune volte ci penso a molti anni fa quando tutto questo non esisteva! 🙂 🙂 baciii

  16. Vivendo all’estero capisco benissimo l’esigenza di essere sempre connessi, per poter parlare con i propri cari, per cercare luoghi da visitare e per orientarsi sia per poter visitare dei luoghi che magari raggiungere il luogo di lavoro per la prima volta.

  17. Del cellulare faccio un uso moderato ma sicuramente se vivessi all’estero sarebbe sempre tra le mie mani!Accorcia le distanze, questo è fondamentale

  18. In parte ti do ragione ma un tempo come facevano? a mio avviso abbiamo voluto diventare dipendenti della tecnologia…. e sinceramente non so quanto la cosa possa essere positiva

  19. Concordo, io vivo all’estero e senza smartphone non riuscirei a mantenere gli stessi contatti con amici e famiglia, è incredbile come un piccolo oggetto possa cambiarci radicalmente lo stile di vita!

  20. Ciao Denise, colgo l’occasione per dirti che hai un blog molto carino (mi piacciono quelli minimalisti) e foto belle, io guardo quasi sempre prima di tutto quelle essendo grande amante di foto. non lo faccio apposta, mi viene naturale. detto questo vedo che abbiamo molte cose in comune, leggo che abiti nella grande germania e io abito a lanzarote lavorando con la maggior parte i tedechi!! santi tedeschi per quello che è il mio lavoro. la germania ci avevo fatto un pensierino, se non fosse che poi ho cambiato totalmente vita e quindi sono finita nell’oceano atalantico! ad ogni modo ti dò ragione sulla questione del cellulare, ma ti posso garantire che volendo è fattibile senza. almeno così successe a me quando una delle prime mie esperienze all’estero per un anno scolastico fu quando avevo 17 anni nel lontano 2000 e nonostante non ci fosse ancora i veri smartphone, c’erano i cellulari ma non era la stessa cosa. eppure sono sopravvissuta grazie alle mitiche email e a messenger che era pazzesco ai tempi! oddio scusa mi sono dilungata anche troppo!!!

    1. Ciao Rocio! Che bella la tua esperienza! Sto facendo così tanta fatica che con il tedesco che penso spesso, vabbè se mi va male in Germania almeno posso andare alle Baleari o alle Canarie che sapendo il tedesco qualcuno mi prenderà nel turismo 🙂

  21. Bella, io sono expat e cominciai ad esserlo nel 2006 e fortunatamente gia con tecnologia..conosco chi é partito senza tecnologia e mi ha raccontato che é stata dura..chiamare dalle cabine e le chiamate duravano pochissimo.. per quanto mi riguarda non condivido l’idea di rompere I ponti anche se inevitabilmente, stando all’estero, dopo tanti anni le amicizie si perdono. Diciamo che si mantengono solo quelle vere nel proprio paese. Nel mio caso la nostalgia c’e: ho provato a tornare ma senza successo e pertanto spero che tra qualche anno I miei si trasferiscano a Barcellona..anche se non sarebbe la stessa cosa

  22. Concordo con la tua riflessione. Oggi gli smartphone ci aiutano tantissimo. Anche io sto per andare 6 mesi in un altro stato. Ma ci vado sapendo di poter restare in contatto con il mio mondo qui grazie al mio iPhone.

  23. Pienamente d’accordo con te! Quando mi ero trasferita a Barcellona non sarei sopravvissuta senza Google Maps! Soprattutto i primi giorni, costellati di appuntamenti per vedere case in tutti gli angoli della città.. Sarei impazzita!

  24. Ciao Denise 🙂 sono una expat e capisco questa dipendenza da cellulare. Soprattutto ora che senza roaming é tutto veramente piú facile. Ma non penserei mai e poi mai di tagliare i ponti. Renderebbe il tutto molto piú complicato secondo me. E poi su, prima o poi a casa si torna sempre. Perché tagliare tutti i ponti?! 🙂

  25. Io faccio parte del gruppo di quelli che hanno vissuto per molti anni della loro vita senza cellulare/smartphone, ho vissuto all’estero con le chiamate a carico e girato con mappe e vocabolari, quindi devo dire che questo strumento è davvero un salvagente e un aiuto prezioso. Bisogna solo usarlo in modo intelligente!

  26. Non ero mai capitata sul tuo blog, che bella scoperta! mi piace molto il modo in cui scrivi. Allora ti dico, anchio sono expat a Londra e senza telefono non riuscirei a tenere vivi i contatti con l’italia (con cui sono molto legata nonostante sono in UK da 3 anni) e nemmeno a orientarmi bene a Londra, città troppo grossa . Quindi se da un lato mi sento totalmente dipendente dallo smartphone per manterere i contatti, essere al corrente di quello che succede e per orientarmi in città, dall’altro lato mi sembra di esserne dipendente da un punto di vista negativo, nel senso che fatico a staccarmi, lo uso tantissimo e senza quello mi sento un po persa. quindi a volte lo odio proprio e vorrei buttarlo dalla finestra. Viva i tempi in cui si parlava via lettere, si chiedevano indicazoni per strada e si telefonava di piu 🙂

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