Un anno in Germania

germania
Share

Fra poche settimane sarà un anno esatto che vivo in Germania e fra i tanti pensieri che mi frullano per la testa, il primo è che questo non è più un erasmus, ma un espatrio a tutti gli effetti. E questo significa che non c’è una parola fine, e che il futuro si dispiega incerto e con un vasto scenario di possibilità!.

Sono partita per la Germania, con un volo sola andata Venezia-Colonia, poche settimane dopo la laurea, con un contratto erasmus per stage in valigia e senza sapere una parola di tedesco, per raggiungere, così all’improvviso, il mio Freund tedesco, lasciando molta gente perplessa, me stessa compresa. Nei miei grandiosi piani e sogni per il futuro infatti, la terra dei crauti non aveva mai, dico mai, fatto la sua comparsa. Sono sempre stata affascinata dalla lingua inglese, spagnola, mi piace anche il francese, il portoghese, ma il tedesco non ha mai fatto capolino fra le lingue che avrei voluto imparare. E invece, vado in Spagna e li conosco proprio un tedesco, del nord per di più, che è quasi più solare di me 😉

 

A due giorni dal mio arrivo faccio una serie di colloqui con una grande azienda con la quale sognavo di tempo da lavorare, che sembrano promettere più che bene (fortuna che non mi è più capitata) ma poi spariscono nel nulla. Nel frattempo inizio un corso di tedesco A1, che, scopro con orrore, si svolge interamente in lingua, anche le spiegazioni, quindi capire qualcosa all’inizio è stato impossibile: tutto quello che sentivo erano strani suoni, che per quanto mi riguardava potevano anche essere arabo. Inoltre i coinquilini tedeschi, seppur incredibilmente gentili, di certo non avevano iniziativa a crearsi nuove amicizie.

Alla mia prima domenica tedesca ho pensato di andare a fare un giro in centro città: tutto chiuso, anche la maggior parte dei bar, per la serie altro che aperitivo!

Per fortuna, ad alleviare la solitudine iniziale, ha aiutato tantissimo la conoscenza di un gruppo di ragazzi e ragazze sud-americani che per i mesi trascorsi a Colonia sono stati la mia compagnia principale.

Risultato: la lingua ufficiale dei miei primi mesi in Germania, oltre all’inglese, e all’italiano per lavorare, è stata lo spagnolo. In questo lasso di tempo, nonostante le mie 5 ore di deutsche Unterricht (lezione di tedesco) continuavo a non capire assolutamente nulla di quello che le cassiere mi dicevano al supermercato, anche se le opzioni potevano variare dal “vuole lo scontrino?” al “ha la tessera punti?”.

Oltre al fatto che non mi sembrava di migliorare, ero stata investita da una nuova problematica: la timidezza. Ebbene si, al contrario di quello che avrei voluto fare, improvvisamente mi vergognavo anche di dire Guten Tag. Questo, unito al fatto di vivere in città internazionale, mi ha impedito di iniziare da subito ad esercitarmi.

Tuttavia, forse era proprio così che doveva andare. Per 5 mesi ho imparato silenziosamente la grammatica e poi, così “all’improvviso”, quando ormai avevo perso ogni speranza con il tedesco, potevo parlare. Ci siamo trasferiti per vari motivi in una città più piccola e meno internazionale, dove ho iniziato un corso di integrazione per imparare il tedesco, e la situazione era molto diversa dai precedenti corsi. Non solo c’erano persone con livelli anche molto avanzati, ma quasi nessuno non parlava inglese, men che meno spagnolo, dunque comunicare in tedesco è stato necessario!

La strada per imparare BENE questa lingua davvero ostica è ancora lunga e in salita, ma se ne comincia a vedere la fine, dove per fine si intende un livello che non renda la vita complicata, che permetta di avere un buon lavoro e di farsi degli amici tedeschi.

Questo primo anno in Germania  comunque, mi è sembrato lunghissimo e faticoso. Non perché non sia stato bellissimo o divertente, ma perché è stato STIMOLANTE e INTENSO. Ho potuto conoscere persone da tutto il mondo, non solo dall’Europa ma anche dalla Siria, dal Libano, dall’Africa e dall’America. Ho dovuto fare i conti con lingue diverse si, ma anche diversi modi di fare e di comportarsi e diversi sensi dell’umorismo. In un solo anno mi sembra di aver cambiato più volte personalità, ma nonostante questo di conoscermi meglio. Mi sembra di essere più forte, nonostante i tanti momenti di debolezza trascorsi. Ho meno paura, di tutto. 

Alcune amicizie si sono raffreddate, ma quelle più importanti si sono rafforzate. Quando torno a “casa” mi sembra di essere in vacanza e riesco ad apprezzare tutto molto di più.

In un anno ho preso 15 aerei e sono stata in 7 paesi. E per il secondo anno, spero di fare ancora di più.

Share

You may also like

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *