Giovani italiani-Martina, un’italiana dal Sud con un cuore Svedese

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Ho conosciuto Martina in Germania, durante una fiera di alimenti. Lavoravamo come interpreti italiano-inglese per uno stand di prodotti tipici calabresi, e fin dal primo momento abbiamo capito di avere molte cose in comune. Entrambe appassionate di comunicazione, di viaggi, con un background di spostamenti e stage non lineare, e impegnate a capirci qualcosa sulle nostre vite un pochino complicate. La sua esperienza è davvero interessante, e dopo tanti caffè e tante chiacchiere mi è venuto in mente di condividere sul blog la sua storia, la storia di tanti giovani italiani, che vivono e lavorano in vari paesi europei, con una breve intervista.

Martina, come tanti giovani italiani vivi all’estero già da qualche anno. Cosa ti ha spinto inizialmente a fare delle esperienze fuori dall’Italia?

Tutto è iniziato nel 2010 quando, dopo la mia laurea triennale, ho capito che volevo realizzare qualcosa di diverso nella mia vita. Avevo voglia di conoscere nuove culture, avevo bisogno di sentire il profumo dell’avventura. Ho deciso quindi di partire da sola per la Nuova Zelanda, è stata un’esperienza illuminante! Dopo questo viaggio ho capito di voler viaggiare, conoscere e scoprire di più. 

Avevo capito che viaggiare mi avrebbe resa ricca, ricca di qualcosa che non potevo spiegare!

Sono partita per la Nuova Zelanda perché in quel momento ero in cerca di una pace interiore e avevo voglia di scoprire nuovi posti e nuove culture.Durante la mia permanenza sono stata ospitata da una famiglia. In una fattoria stupenda, come quelle dei film.Quando potevo andavo alla scoperta di nuove città e nuovi paesaggi. La Nuova Zelanda è il posto adatto per cercare la pace. Sono rimasta molto colpita dalla flora e fauna, spesso durante le passeggiate in spiaggia si potevano vedere pinguini e foche.

giovani italiani

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Un’esperienza tira l’altra e sei stata anche in Belgio per uno stage: impressioni?

Sono stata a Bruxelles per fare uno stage. I tre mesi li sono volati perché ho lavorato tutto il tempo. Sono rimasta molto sorpresa da Bruxelles mi aspettavo una città diversa. Io abitavo vicino “Le Borse” anche se in pieno centro non mi sentivo per niente sicura. Non penso ci ritornerò. Mi sono innamorata di Bruges e Anversa. Bellissime città. Ho apprezzato la vasta scelta di birre trappiste e il loro il sapore . Una grande scoperta in Belgio dopo la cioccolata.

Durante il mio breve periodo di stage a Bruxelles, ho conosciuto tante belle persone, che come me vivevano all’estero per cercare la fortuna o iniziare una nuova vita. Con alcune di loro è nata una profonda amicizia, anche se viviamo lontani. Oggi è tutto più semplice con Skype…

 E decidi quindi, al ritorno, di iscriversi alla magistrale, e di partire per l’Erasmus in Svezia. Come mai hai scelto la Svezia?

L’obiettivo principale del mio Erasmus era quello di migliorare l’inglese, che in Italia purtroppo non impariamo bene come i nostri coetanei all’estero. In quel momento l’unica università che aveva molti posti liberi era a Karlstad.

Quando sono arrivata, sono rimasta molto colpita dal silenzio e i bellissimi paesaggi della Svezia.

I primi tempi sono stati duri, non è stato semplice adattarsi al sistema didattico e allo stile di vita. Tutto super organizzato, a momenti anche troppo. Le giornate iniziavano molto presto e finivano prima. Completamente diverso dagli standard italiani. Poi non parliamo del freddo e della luce solare. Durante la mia esperienza ho vissuto in un ostello, con altri ragazzi provenienti da tutto il mondo. Vi lascio immaginare che atmosfera. Spesso capitava che, mentre io preparavo la colazione, qualcuno friggeva il pesce o cucinava il riso. Questo è il bello di vivere insieme con persone provenienti da tutto il mondo. Durante il mio periodo li ho incontrato per caso anche “l’amore”…

 

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Hai detto di avere un cuore svedese. Le relazioni a distanza e gli “amori internazionali” sono una tematica che mi sta molto a cuore. Ti andrebbe di raccontarci la tua esperienza?

La mia storia a distanza è nata per caso durante una serata di autunno, mentre ero in Erasmus. Sono uscita con alcune amiche e siamo andate in un bar. Mi hanno convinta ad uscire all’ultimo minuto, perchè io volevo starmene a casa in pigiama a vedere un film. 

Ebbene, fortuna che sono uscita, perchè da quella sera tutto è cambiato, ho conosciuto quello che ora è diventato mio marito. Il tipico Svedese biondo con gli occhi azzurri. Il principe azzurro che immagini quando sei bambina.

Un po come tanti amori “internazionali” anche noi abbiamo avuto la fase della relazione a distanza. Dobbiamo ringraziare Skype se oggi siamo insieme! Poi c’è stata la fase in cui ci si incontra a metà strada,nella città che è più comoda per entrambi.

Dopo aver superato la fase della relazione a distanza, c’è la fase della convivenza. Quella è una fase molto importante perché nella quotidianità è evidenziata la diversità culturale. Dopo 5 anni di convivenza abbiamo superato tutte queste fasi, la cosa bella del mio rapporto che non ci si annoia mai.

Trasferirti in Svezia per amore è stata una scelta coraggiosa, diversa dall’andare in Erasmus. Ci racconti un po’ della vita in Svezia? Imparare la lingua e integrarsi è difficile?

Dopo la mia laura magistrale mi sono trasferita in Svezia per la seconda volta. La prima cosa che ho fatto per iniziare una nuova vita è stata di imparare lo svedese. Per amore si fa anche questo!

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Com’è avere una relazione con un ragazzo che proviene da un background culturale così diverso? E la comunicazione in lingue diverse?

Avere un ragazzo che proviene da un background diverso ha i suoi pro e contro. Spesso ci si fraintende, ma è divertente. A casa parliamo spesso solo in inglese  e questo non va bene, perché dobbiamo, sottolineo dobbiamo, imparare a comunicare nelle nostre lingue di origine.

Italia versus Svezia è un po’ come il ghiaccio è il sole sono due culture totalmente diverse.

Però c’è una cosa che abbiamo in comune…anche gli svedesi parlano sempre di cibo, come noi Italiani!

Sei stata anche in Germania…cosa ci racconti di questo Paese?

In Germania ho vissuto 2 anni. Devo dire anni non molto semplici, dal momento che non parlo il tedesco. Mi sono divertita tantissimo. Ho conosciuto tante persone fantastiche. Una cosa che ho apprezzato tanto dei tedeschi è il loro divertirsi dopo il lavoro. Quando si lavora non ci sono distrazioni, ma dopo le 8 ore di lavoro si stacca completamente. Adesso è arrivato il momento per me di ritornare in Svezia,per un nuovo inizio.

Torneresti a vivere in Italia? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

L’Italia è sempre casa mia. Il mio rapporto con l’Italia è un po di odio e amore. Perché io mi sono sentita, rifiutata dalla mia terra nel momento in cui cercavo lavoro e cercavo di costruirmi una mia vita dopo l’università. Io adoro l’Italia, i sui colori, i profumi e la gente. Sono certa che un giorno tonerò, magari quando sarò in pensione.

Tra qualche mese mi sposo e dopo il matrimonio ritorneremo a vivere in Svezia, per iniziare un nuovo capitolo della mia vita. Non so quello che succederà nei prossimi mesi, ma di sicuro dopo quasi 6 anni che vivo in giro per l’Europa sento il bisogno di fermarmi un po e concentrami sulla mia carriera.

 
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