Paura: in discesa libera, senza poter vedere la pista

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Qualche giorno fa stavo scorrendo pigramente la home di Facebook, e ho visto per caso un’immagine che mi ha angosciata molto: un’anziana signora in sedia a rotelle, probabilmente durante gli ultimi momenti della sua vita, che vede riflessa allo specchio l’immagine di una giovane se stessa e le dice: perdonami per avere avuto sempre paura e non aver goduto appieno della vita. Non so perché questa immagine mi abbia colpita particolarmente, però ho subito realizzato qualcosa che in fondo ho sempre saputo: mi sono rovinata tantissimi bei momenti per colpa della paura, e quello che è peggio, ho perso molte opportunità. È vero, avrei potuto perderne di più, e in generale ho sto realizzando molti piani e progetti che avevo in mente. Ma nonostante questo, ho sempre invidiato le persone che si lanciano nelle esperienze senza alcuna paura, senza mille riflessioni e ripensamenti. Purtroppo io non sono una di loro. E se ero così, non lo sono più.

Vivere la vita senza paura, anche quando si è in discesa libera, senza poter vedere la pista…

La paura è utile, fino ad un certo punto, perché permette di tenersi alla larga da situazioni potenzialmente pericolose, ma la maggior parte delle volte è inutile e pericolosa, perché ci impedisce di vivere le avventure ed esperienze che la vita offre di continuo. Negli ultimi due mesi mi è capitato di assistere a due episodi che mi hanno quasi commossa per la forza di volontà e la voglia di superare i propri limiti che mi hanno trasmesso.

Il primo episodio è successo all’aeroporto di Düsseldorf, volo Ryanair. Tornavo a casa per le vacanze di Natale ed ero in fila, fuori dall’aereo, per imbarcarmi. Piovigginava in modo fastidioso e faceva freddo, il bagaglio a mano pesava e come al solito avevo male una spalla per la borsa extra che pesava almeno 5 kg. Io e gli altri passeggeri siamo stati dieci minuti buoni a fissare un signore anziano che, aiutato da uno steward, si alzava dalla sedia a rotelle e compiva l’eroica impresa di salire le ripide e strette scalette per entrare, lentamente e faticosamente, in  aereo. Fra le persone in fila, alcune erano ammirate, altre impazienti e infastidite, altre annoiate, distratte. Io ero quasi commossa e felice, continuavo a pensare a quante cose possiamo fare, se solo vogliamo, se solo ci sforziamo! Vorrei avere un decimo della forza di volontà di questo signore.

A distanza di poche settimane, ho assistito allo spettacolo di una sciatrice cieca, che scendeva una pista rossa, scortata da un istruttore e con una casacca ad indicare il suo stato. Ho pensato a come deve essere, in discesa libera, senza poter vedere la pista.

L’ effetto è stato simile a come mi sento guardando video di imprese eroiche o di persone che superano i loro limiti, con la differenza che vedere queste persone con i miei occhi mi ha lasciato una sensazione bellissima e la voglia di iniziare il nuovo anno cercando di raggiungere i miei obiettivi, e di dire/pensare sempre meno che non ce la posso fare.

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