Quando è la tua migliore amica che parte

Share

Tutti hanno degli amici, ma non tutti hanno un’amica, che da sempre è a disposizione 24 ore su 24, ad ascoltare ogni minimo dubbio e manfrina che hai bisogno di raccontare.

Quest’amica, che non solo conosci, ma vedi fisicamente tutti i giorni dai tempi dell’asilo (parliamo quindi di circa 23 anni V E N T I T R E di relazione).

Lei dice che all’asilo non voleva esserti amica, ma tu le stavi appresso in continuazione con richieste di gioco (sì, sono sempre stata testarda). E dopo un po’ di corteggiamento (questa è la sua versione, secondo me le cose non sono andate così!) diventate amiche inseparabili. In classe insieme dall’asilo all’università.

Alle elementari c’erano le chiamate con il telefono di casa, per fare i compiti per casa in diretta. Alle medie, i diari segreti scambiati, le litigate stupide, ancora il telefono di casa, le domeniche pomeriggio in piscina, sempre in acqua, i primi sms.

Quando separarci 15 giorni per le vacanze estive sembrava un addio per sempre, e al ritorno ci voleva un racconto dettagliato di tutto quello che era successo (ma come, ti sei comprata un braccialetto in spiaggia senza dirmi nulla?).

Quando si è improvvisata becchina, seppellendo la tua tartaruga morta mentre tu le celebravi il funerale.

Al liceo, su messenger a scarabocchiare scritte, pioniere dei messaggi vocali via mms per scambiarci le versioni tradotte di latino. Rivederci tre ore dopo scuola per andare a nuoto e aggiornarci sugli strabilianti avvenimenti avvenuti durante il pomeriggio.

I libri prestati, lo spritz dopo la maturità. Non riuscivamo quasi mai a farci regali decenti, ma ci abbiamo sempre provato.

Non è mai successo di non vederci/sentirci per più di un giorno. 

PEGGIO DI UN MATRIMONIO 🙂

Le estati trascorse insieme, i pomeriggi a  casa dell’una o dell’altra.

La vacanza studio a Canterbury, quando non abbiamo pronunciato una sola parola d’inglese.

IMG_1519

Poi l’università, due facoltà diverse, ma simili, nella stessa città. Prendere l’autobus insieme, a volte venire anche a lezione dell’altra, così, tanto per stare insieme.

Photo0822

Il nostro primo viaggio a Londra da sole.

DSCN4874 02052010196

E poi l’erasmus. Siamo partite lo stesso anno, in paesi diversi, ma unite da questa nuova esperienza in comune.

Le chiamate Skype, la misteriosa stanza dei procioni, i racconti dettagliati delle serate.

Rivederci dopo un anno e dover ripetere cose già sentite perchè tanto avevamo parlato tre giorni prima.

SAM_1417 427636_3363985668107_754271408_n

E poi, ancora, la magistrale, e l’Erasmus, ancora, il mio. Un mese insieme, poi messaggi vocali su Whatsapp, chiamate..

E dopo un altro anno di quiete, il trasferimento, il mio. Ma vederci spesso, sentirci come sempre.

Non è lo stesso. Non cambia niente, ma non è lo stesso. Manca la spontaneità, quel vederci all’improvviso, per un caffè, o dire passo un attimo da te. E’ diverso.

Ora a partire per una nuova avventura sei tu, e anche se sono già lontana, ci mancheremo…ma verremo a trovarci, sempre.

mirada

 

 

 

Share

You may also like

2 Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *