Week end ad #Amsterdam: la mini guida

 

Amsterdam è una delle capitali europee più visitate e ha occupato a lungo un posto d’onore nella mia lista dei desideri, ma ho sempre rimandato per la sua fama di essere abbastanza cara. Ora, abitando in Germania, a poco più di due orette e mezza dalla capitale non potevo non cogliere l’occasione di visitarla!

 

Come arrivare ad Amsterdam?

Partendo da Düsseldorf, Germania, ho preso un treno che in circa tre ore mi ha portata direttamente alla stazione centrale di Amsterdam. Le ferrovie in Germania, Deutsche Bahn sono private, e dunque abbastanza costose. Per risparmiare è meglio prenotare con anticipo in internet e cercare le migliori offerte.

Se si parte dall’Italia o da altre città europee i mezzi più economici sono le compagnie aeree low cost e i bus, come ad esempio Flixbus. L’aeroporto principale ad Amsterdam è l’Amsterdam Airport Schiphol, ma spesso le compagnie low cost come Ryanair atterrano solo in aeroporti minori. Valide alternative a Schipol (solo se vi interessa risparmiare!) potrebbero essere Endhoven e Düsseldorf – Weeze. Da quest’ultimo, ad esempio, è possibile raggiungere il centro città in tre ore circa, con il bus Terravision o con altri servizi.

 Dove dormire ad Amsterdam?

Noi abbiamo alloggiato in una stanza con Airbnb, situata in una zona tranquilla e residenziale ma a soli venti minuti dal centro in tram. Trovare una stanza carina ed economica, anche con anticipo, non è stato decisamente facile. Amsterdam ha un afflusso enorme di turisti e spesso le camere sono prenotate con largo anticipo, specialmente in quei week end o periodi in cui la maggior parte delle persone è in vacanza.

Se si viaggia con amici, l’ alternativa migliore potrebbe essere un ostello, facile da trovare in Hostelworld. Per ragazze che viaggiano sole, ci sono anche ostelli per sole donne.

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La nostra camera con Airbnb
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Paura: in discesa libera, senza poter vedere la pista

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Qualche giorno fa stavo scorrendo pigramente la home di Facebook, e ho visto per caso un’immagine che mi ha angosciata molto: un’anziana signora in sedia a rotelle, probabilmente durante gli ultimi momenti della sua vita, che vede riflessa allo specchio l’immagine di una giovane se stessa e le dice: perdonami per avere avuto sempre paura e non aver goduto appieno della vita. Non so perché questa immagine mi abbia colpita particolarmente, però ho subito realizzato qualcosa che in fondo ho sempre saputo: mi sono rovinata tantissimi bei momenti per colpa della paura, e quello che è peggio, ho perso molte opportunità. È vero, avrei potuto perderne di più, e in generale ho sto realizzando molti piani e progetti che avevo in mente. Ma nonostante questo, ho sempre invidiato le persone che si lanciano nelle esperienze senza alcuna paura, senza mille riflessioni e ripensamenti. Purtroppo io non sono una di loro. E se ero così, non lo sono più.

Vivere la vita senza paura, anche quando si è in discesa libera, senza poter vedere la pista…

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Erasmus e cambiamenti a tempo determinato

Quando si parte per l’erasmus, o per unesperienza allestero, si esce dalla propria cerchia di conoscenze per venire a contatto con persone provenienti da tutto il mondo. Cè chi anche allestero preferisce fare amicizia con connazionali, e chi invece afferma di voler conoscere solo persone del luogo per imparare la lingua.

Quello che capita più spesso, invece, è di conoscere un mix di persone di passaggio, erasmus, studenti, lavoratori stagionali, viaggiatori. Conoscere persone di passaggio, invece che locali, ha un che di rassicurante, perché rafforza l’idea che l’ esperienza che si sta vivendo sia temporanea.

L’erasmus, o un’esperienza all’estero, è un cambiamento a tempo determinato, un cambiamento che si prende a cuor leggero e con entusiasmo perché si sa già che dopo sei mesi, o un anno, si farà ritorno a casa.

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La vita che desidero, cambiamento dopo cambiamento

cambiamento

Creatività, confusione, solitudine, adrenalina. Nuovi stimoli ogni giorno.

Ecco cosa succede, in poche parole, quando si esce dai binari della propria  vita e si cambia paese. Perché? I motivi per cambiare sono tanti e ognuno ha il suo. Chi vuole fare un esperienza. Chi si trasferisce per lavoro. Chi per imparare una lingua. Chi ha il sogno di viaggiare. Chi si sposta per amore. Una cosa sola è certa, il cambiamento porta cambiamento.

E i piani, beh quelli cambiano di continuo. I momenti di solitudine, di tristezza, di “ma chi me l ha fatto fare?” saranno molti. Tutto quello che un tempo si dava per scontato, tutto ciò che era normale, come andare in posta e parlare con l impiegato di turno per spedire un pacco, non parlando una lingua sconosciuta diventa un impresa capace a farti venire il mal di testa. Quando si impara una nuova lingua si riparte da zero. Bisogna fare fronte a tutte le debolezze, tutte le insicurezze.

E io, come molti, di paure ne ho molte. In primis, una paura molto egoistica, quella di non essere felice. La felicità è una cosa molto soggettiva, ma alcune cose, ho capito con lesperienza, riescono a rendermi felice, come scrivere, viaggiare, trascorrere il tempo con persone che mi fanno stare bene.


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Week end romantico al Lago di Garda

 

Tutta l’Italia ha un paesaggio meraviglioso, e il Veneto, la mia regione, mi stupisce sempre per  quanto il panorama cambi rapidamente, fra mare, montagna, lago e pianura. Quello di cui vi scrivo oggi non è una vacanza organizzata e pianificata, ma una fuga di due giorni al Lago di Garda, decisa qualche ora primaCogliere l’attimo e vivere il presente è sempre stata una cosa difficile per me, che mi perdo sempre in piani per il futuro o a pensare al passato. A volte però mi impongo di cogliere il momento e vivere il presente, dato che, come scriveva Lorenzo de’Medici:

<<Chi vuol esser lieto, sia: / del doman non v’è certezza.>>

 

Ogni tanto è importante decidere all’ultimo e partire alla sprovvista senza preoccupazione alcuna, per ricordarci che siamo vivi! E così abbiamo fatto, prenotando allo sbaraglio una stanza su Airbnb con zero recensioni [ update: ora ne ha quasi un centinaio!] e partendo in macchina, da Padova, alla volta del Lago di Garda.

Viaggio spesso con Airbnb  ma di solito leggo attentamente tutte le recensioni. Questa volta ho davvero avuto fortuna dato che quello che ci aspettava era un magnifico b&b con piscina! I proprietari si erano iscritti al sito da poche ore ed ecco svelato l’arcano delle recensioni mancanti.

 

 

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10 cose da fare in Sardegna

Birra Sarda

 

La Sardegna è una regione d’Italia incredibile e una meta per le vacanze di moltissimi turisti, che spesso decidono di ritornare negli stessi luoghi anno dopo anno, addirittura nello stesso campeggio! Tornare nello stesso posto per le vacanze per molti anni spesso viene visto come qualcosa di monotono, con tutto il mondo che c’è da scoprire! Riesco però a capire benissimo perché tornare in Sardegna, dato che è la seconda volta che vado e che tornerei sicuramente tutte le estati se ne avessi la possibilità! Le vacanze in Sardegna sono un momento dell’anno per rilassarsi, staccare completamente da tutto ed immergersi a pieni polmoni nella natura. Stai cercando qualche consiglio su cosa vedere durante le tue vacanze? In questo articolo propongo una lista di attività e consigli!  

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La voglia di viaggiare che non ti abbandona mai

 

Quante volte mi sono trovata a fare cose che non volevo fare? A pensare che la via è una sola ed è difficile? A guardare le vite degli altri, apparentemente sempre impegnati a viaggiare? Spesso capitano quei giorni, in cui ti svegli già svogliato, e mentre prendi il caffè butti un occhio alla bacheca di facebook, la fine. Non vedo altro che amici che vivono in Australia e fotografano koala a non finire, conoscenti che fanno la bella vita ad Ibiza, ex colleghi di lavoro che hanno fatto carriera e compagni dell’università che fanno tirocini stupendi al Parlamento Europeo, e la mia voglia di viaggiare è sempre più alta.

A quel punto penso il mio umore è sotto terra, e perdo un’altra ora a guardare biglietti aerei per ipotetici viaggi a Bali. Poi mi fermo, penso che per viaggiare servono soldi e che per guadagnare soldi serve un lavoro. Ma quando hai un lavoro  (sempre se si trova) non si possono più organizzare lunghi viaggi!

 

 

Se sei un giovane laureato che deve cominciare una carriera poi, l’idea di lavorare un anno in un bar per racimolare soldi e poi partire, spaventa ancora di più. Il rischio è alto: finisci l’università a 25 anni, mettici un anno di lavoro e un anno per viaggiare, ti ritrovi a 27 anni che senza esperienza non ti prende sul serio nessuno.


 

Ma qual è la soluzione per questa voglia di viaggiare? 


 

Sicuramente non esiste una sola soluzione a questo enigma. Di gente che sogna di viaggiare e non può farlo, ce n’è tanta. L’anno sabbatico per viaggiare prima di iniziare l’università, come fanno all’estero, è ad esempio un’ottima idea. Andrebbe bene anche post laurea, anche se si somma ad un’altra grande preoccupazione: quella di iniziare una carriera.

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