Agosto, August, August, Agosto

 

L’estate sembrava iniziata e finita a Luglio, ma Agosto, solo verso la fine, ha regalato qualche altra giornata caldissima. Fino a ferragosto però sembrava novembre. Giacca, stivali e ombrello sempre in borsa, pronto all’occorrenza. E poi all’improvviso 35 gradi e in treno a sudare senza aria condizionata. Poi di nuovo fresco, infine di nuovo caldo.

Questa è la Germania. Vivo in un appartamento senza balcone, e alla mattina quando mi sveglio devo guardare il meteo, con temperature che variano vertiginosamente di ora in ora, sporgermi fuori dalla finestra con tutto il braccio  e se riesco la spalla, e tentare di capire se fa freddo o no. Infine scegliere come vestirmi per andare al lavoro. Quando arrivo in shorts e sandali, di solito vedo gente con giacca impermeabile e stivali con il pelo. Altre volte esco con i il cardigan, la giacca in pelle, la sciarpa ben bardata, e tutti indossano vestitini estivi. Non si capisce niente, non posso fare il cambio stagionale dei vestiti nell’armadio, non so mai quando devo  depilarmi le gambe o mettermi lo smalto sui piedi. E questa è la prima estate che invece di abbronzarmi sono diventata ancora più pallida. Ma tanto, ormai.

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La doppia vita dell’expat

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Ogni volta che torno o parto, sono felice e triste insieme. Penso a periodi corti e a volte i pensieri si incantano. Una frase si ripete, più volte, finché non decido di ripercorrerla un’ultima volta e poi metterla a tacere. Inizio a scrivere questo post dall’aeroporto Marco Polo, che mi ha vista partire e tornare tante volte negli ultimi mesi. Ogni volta che sorvolo la laguna veneziana, mentre l’aereo sta per atterrare, mi sembra sempre un po’ più bella. I colori più vividi. Una volta, a dicembre, sono atterrata con la nebbia. Il personale di cabina aveva annunciato l’atterraggio già da venti minuti, ma guardando fuori dal finestrino sembrava di essere immersi in una nuvola. Ho detto al mio ragazzo :” Stiamo atterrando!” E lui: “No, siamo ancora in mezzo alle nuvole!”. Mentre parlava, siamo atterrati. E poi la nebbia non ci ha più abbandonati per tutte le vacanze di Natale. Ma anche la nebbia hai suoi colori, soprattutto quando profuma di nostalgia.

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Quando è la tua migliore amica che parte

Tutti hanno degli amici, ma non tutti hanno un’amica, che da sempre è a disposizione 24 ore su 24, ad ascoltare ogni minimo dubbio e manfrina che hai bisogno di raccontare.

Quest’amica, che non solo conosci, ma vedi fisicamente tutti i giorni dai tempi dell’asilo (parliamo quindi di circa 23 anni V E N T I T R E di relazione).

Lei dice che all’asilo non voleva esserti amica, ma tu le stavi appresso in continuazione con richieste di gioco (sì, sono sempre stata testarda). E dopo un po’ di corteggiamento (questa è la sua versione, secondo me le cose non sono andate così!) diventate amiche inseparabili. In classe insieme dall’asilo all’università.

Alle elementari c’erano le chiamate con il telefono di casa, per fare i compiti per casa in diretta. Alle medie, i diari segreti scambiati, le litigate stupide, ancora il telefono di casa, le domeniche pomeriggio in piscina, sempre in acqua, i primi sms.

Quando separarci 15 giorni per le vacanze estive sembrava un addio per sempre, e al ritorno ci voleva un racconto dettagliato di tutto quello che era successo (ma come, ti sei comprata un braccialetto in spiaggia senza dirmi nulla?).

Quando si è improvvisata becchina, seppellendo la tua tartaruga morta mentre tu le celebravi il funerale.

Al liceo, su messenger a scarabocchiare scritte, pioniere dei messaggi vocali via mms per scambiarci le versioni tradotte di latino. Rivederci tre ore dopo scuola per andare a nuoto e aggiornarci sugli strabilianti avvenimenti avvenuti durante il pomeriggio.

I libri prestati, lo spritz dopo la maturità. Non riuscivamo quasi mai a farci regali decenti, ma ci abbiamo sempre provato.

Non è mai successo di non vederci/sentirci per più di un giorno. 

PEGGIO DI UN MATRIMONIO 🙂

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Trasferirsi all’estero per amore?

Trasferirsi all’estero per amore? Sarà la cosa giusta? In molti si fanno questa domanda. Chi non lo farebbe mai, chi è indeciso, chi lo farebbe a occhi chiusi…

Arrivano quei momenti nella vita nei quali bisogna decidere, in fretta e bene, e non è possibile farlo soppesando i pro e contro. Bisogna decidere di pancia. Sulle questioni di cuore non ci sono verità, mezze verità, e nemmeno motivi. 

Era agosto, un anno fa, quando rispondevamo  ad annunci per trovare un appartamento. Lo volevamo già arredato, e nessuno ci rispondeva. Cercavamo alla cieca, in una città che non conoscevamo, e che non ci attirava nemmeno tanto. Un pomeriggio poi, mentre mangiavamo un gelato all’Eis Cafè Cortina, a Colonia, è arrivata la chiamata. Avevamo un appuntamento per vedere una casa. Non ci ricordavamo nemmeno di aver risposto a quell’annuncio, e controllando avevamo addirittura risposto sbagliando il nome del proprietario. Ma vabbè, poco importa.

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Come liberarsi dell’ansia di non fare abbastanza- Blog e Viaggi

L’ansia di non fare abbastanza, di non fare abbastanza bene, di non essere all’altezza. L’affanno di non riuscire a stare dietro a tutti gli impegni. Impegni che nella maggior parte dei casi ci prefissiamo noi stessi. Il senso di colpa per l’aver perso tempo. In questo articolo, vi parlerò di questa sensazione che prima poi colpisce tutti e, in particolare, voglio portarvi l’esempio dell’ansia da blogging e dell’ansia di non viaggiare mai abbastanza.

Chi è immune a questa brutta sensazione? Come fare per liberarsene?

 

Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire.
(Paulo Coelho)

 

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Trasformare la tua vita con il pensiero positivo: la sfida #31grazie

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Che cosa voglio dalla mia vita? Quanto è importante la mente e i pensieri che la attraversano?  Sono felice? Sto seguendo i miei sogni? Queste e altre mille domande fanno capolino, una volta al mese circa, unite ad un sottile disagio, che mi fa dubitare di scelte, affermazioni, risposte date a conoscenti. Basta leggere un articolo, una frase di un libro, un commento aspro su qualche social. Basta un piccolissimo insuccesso, a farmi rimettere tutto in prospettiva, ad analizzare ancora e ancora i passi fatti. A dubitare. Un piccolo insuccesso, è sufficiente a farmi dimenticare almeno dieci successi, riconoscimenti, o fatti positivi accaduti in precedenza.

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Luglio, Juli, Julio, July

Luglio è volato in un soffio. Devo controllare l’agenda per ricordarmi quello che ho fatto, sperare di averci annotato qualcosa. Aiutarmi con il le foto nel telefono. Un mese fatto di piccole cose, grandi idee, tanto ottimismo per il futuro.

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Trasferirsi in Germania: informazioni importanti- Seconda parte

La scorsa settimana vi raccontavo, secondo la mia esperienza, di quali sono i primi passi da compiere per trasferirsi in Germania in questo post: prime informazioni e dubbi, come trovare un appartamento, quali documenti bisogna presentare per il contratto d’affitto, come effettuare la registrazione presso il comune di residenza. In questa seconda parte vedremo consigli su come trovare un lavoro, studiare la lingua, stipulare un’assicurazione sanitaria e altre cose pratiche come la sim tedesca i trasporti.

 

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Trasferirsi in Germania: informazioni importanti- Prima parte

Sono iscritta a molti gruppi su Facebook di italiani in Germania, o italiani che vorrebbero trasferirsi in Germania. Bene o male ritornano sempre le stesse domande e sono gli stessi interrogativi che ho avuto a lungo anche io. Trasferirsi in Germania senza aver già qualche piano, non è semplice come si crede, ci sono una serie di passi da affrontare. Niente di che, per alcuni, difficoltà insormontabili per altri.

Partendo dalla mia esperienza personale, ho notato fin da subito che cercare informazioni precise e dettagliate su come muoversi per trasferirsi in Germania non è stato (parliamo di circa due anni fa) per niente facile. Non è come cercare informazioni su come trasferirsi a Londra, o in Spagna. Da subito ho avuto una lista di domande e anche preoccupazioni che mi ronzavano per la testa, a cui tra l’altro nemmeno il mio ragazzo tedesco sapeva rispondere con precisione. In Germania, infatti, la legge varia di regione in regione, essendo uno stato federale. Inoltre, lui stesso non conosceva le procedure da compiere, anche se almeno poteva telefonare ai vari uffici e chiedere. Ora sono presenti informazioni più dettagliate in rete, e siti molto utili che raccolgono esperienze e rispondono a domande.

Questo post vuole fare un po’ di chiarezza e cercare di rispondere alle domande che mi vengono fatte tramite la pagina Fb. C’è davvero tanto da sapere, per cui ho diviso il post in due parti. In questo post troverete:

  • Informazioni sul trasferimento
  • Come trovare un appartamento
  • L’anmeldung (registrazione in Germania)

Dunque vediamo quali sono le informazioni da sapere per trasferirsi in Germania!

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Cosa fare in un giorno a Wuppertal, Germania

Wuppertal, la città che mi sta ospitando da ormai quasi un anno, si trova in Nord-Rhein Westfalia, a circa una ventina di km da Düsseldorf, una trentina da Essen e circa a quaranta km da Colonia. Prima di venirci, non l’avevo mai sentita nominare, eppure è una città abbastanza famosa in Germania per la sua ferrovia monorotaia sospesa, la Wuppertaler Schwebebahn. Attraversata dal fiume Wupper, questa città varia dalla pianura alla collina ed è circondata dal paesaggio e dal verde delle montagne del Bergisches Land. La particolarità di questa cittadina, che conta con 345.425 abitanti, è che è stata creata unendo diversi comuni in un unico centro. Le varie zone di Wuppertal sono così molto diverse tra loro e variano da un paesaggio cittadino a uno di piccola località in mezzo al verde.

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