Italiani e tedeschi…trova le differenze!

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Premessa: questo post è volutamente leggero e ironico, non pretende di creare stereotipi sulle due nazionalità ma riporta solo qualche differenza tra italiani e tedeschi divertente che ho potuto vedere con i miei occhi. Non  credo assolutamente agli stereotipi, anche se in effetti…ci sono tanti tedeschi che girano con i sandali con i calzini, e tanti italiani (ma tanti!!!) che interrompono quando gli altri parlano…

Seconda premessa: volevo scrivere le dieci differenze tra italiani e tedeschi (viva l’originalità) ma me ne sono venute in mente solo nove..se vi viene in mente qualcos’altro scrivetelo nei commenti!

Italiani e tedeschi…le differenze!

1.I piumini tedeschi e le coperte italiane

Iniziamo con il capitolo convivenza. Tra le tante piccole e simpatiche differenze, la numero uno è sicuramente l’abitudine di dormire con due piumini, i piumini tedeschi! Avvolgersi come in un sacco a pelo in un piumone singolo ammetto non è male, anche se quest’usanza mi ha lasciata quanto meno perplessa. Alle mie proteste iniziali, il mio lui tedesco ha affermato solennemente di non poter dormire altrimenti, che ha bisogno di avvolgersi come un’ empanadilla per fare dolci sogni. Ancora scettica, mi sono arresa all’evidenza all’Ikea, dove addirittura vendevano solo piumini e copri piumini singoli, corredati dal cuscinone 80×80 nel quale sprofondi in un bozzo (no quello non lo uso, non esageriamo). Uno dei pro dei piumini tedeschi è la facilità di fare il letto, dato che non servono più le lenzuola..

pium ted

                                                   Il piumino singolo. Fonte Ikea.de

2. Cappuccino per cena, grazie

La colazione. Ne avevo già accennato nel post 10 abitudine tedesche, ma comunque cappuccino e brioche esistono in tutti i bar, semplicemente non vengono ritenuti una degna colazione. Molto meglio un bicchiere di succo e qualche cibo random, dai gamberetti al salame. E poi caffè e brioche si può sempre prendere a metà pomeriggio, o, perchè no, per cena.

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3. Cena tedesca vs cena italiana

Abendbrot, letteralmente sera pane, ecco un’altra abitudine tedesca che solleva dalla gravosa incombenza di preparare la cena. A differenza degli italiani, abituati ad un’esigua ma dolce colazione, alla pasta a pranzo e poi a una cena sostanziosa, i tedeschi sono soliti fare il contrario: colazione da re, pranzo, chi lo sa perchè si è al lavoro, e a cena pane integrale con ciò che si vuole: pomodori, burro e marmellata, insomma basta tagliare una fetta di pane, aprire il frigo et voilà, la cena è servita!

abendbrot

4.Italiani ipocondriaci?

Sull’onda della rilassatezza, che passa dalla moda, al non dover rifare scrupolosamente il letto, fino alla cena-colazione, passiamo al capitolo salute. Ho capito una cosa stando qui, pensavo di essere un pochino ipocondriaca, invece gli italiani sono ipocondriaci, tutti! Data, appunto, la mia ipocondria, ho fatto tante domande in giro, scoprendo che in tanti non si curano del loro colesterolo, alcuni dimostravano di non sapere nemmeno cosa fosse, oppure di non averlo controllato da anni (infatti l’esame del colesterolo deve essere richiesto, non è nei normali controlli del sangue). Inoltre la maggior parte delle persone non conosce i risultati degli esami del sangue, ho dovuto implorare il medico per ottenerli, lui dopo avermeli fatti mi voleva liquidare con un tutto ok. Tante persone non sanno nulla, sul proprio sangue, cosa sconvolgente per chi, come me, sa addirittura i valori sanguigni degli amici…

5. Il nostro migliore amico Bidet

Direttamente collegato ad una non pervenuta ipocondria, ci addentriamo nel capitolo igiene. Non voglio essere troppo scontata e non voglio parlare del bidet (nota bene, io ce l’ho, ho trovato probabilmente l’unico appartamento in Germania dotato di bidet e appena varcata la soglia del bagno ho urlato: ” Sì! Lo prendiamo! Domani versiamo la caparra!”).Comunque due paroline è utile spenderle, perchè purtroppo i tedeschi, così come nessun altro nel mondo a quanto pare, è stato illuminato sul utilizzo di questo meraviglioso e indispensabile strumento. Non solo non viene utilizzato, ma addirittura deriso come qualcosa di inutile. Evidentemente è possibile sopravvivere anche senza. Che vita, però…

6. In piscina…

Dato che i tedeschi non sono come noi  ipocondriaci e maniaci dell’igiene, possono andare tranquillamente in piscina scalzi e, perchè no, nuotare senza cuffia. La prima volta che sono entrata in piscina sembravo un’agonista con costume intero, cuffia e occhialini e ho attirato qualche sguardo degli altri nuotatori in costume due pezzi e senza cuffia.

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7. Nature…

Passiamo ora al capitolo privacy. In piscina non è raro trovare spogliatoi in comune (con le cabine) o vedere gente che va a farsi la sauna nudi. Comunque loro non ci vedono nulla di strano, e mi è venuto il dubbio che siano sempre i tedeschi quelli che si incontrano nudi in spiaggia alle Canarie…

8. Dottore, dottore, dottore del…

Cambiando filone tematico, arriviamo al tema titoli. In Germania (così come ovunque in Europa) sei dottore o dott.sa solo se ti laurei in medicina, oppure, se dopo la magistrale fai un dottorato. Se prendi una laurea triennale scordati del titolo dottore, anzi non bisogna mai fare l’errore di autoproclamarsi dottore quando si scrive un curriculum, altrimenti poi ti chiederanno il certificato del tuo dottorato. E parlando di certificati…i tedeschi li adorano! Mi sono sentita chiedere anche le pagelle (ah ah ah). Collezionano certificati e documenti ufficiali come se non ci fosse un domani.

9. Ti ascolto, non fiato.

E infine…la conversazione. La prima volta che sono stata a cena con la famiglia del mio ragazzo ero un po’ spaesata: sua mamma ha raccontato qualcosa per circa quindici minuti. Tutti in silenzio ad ascoltarla. Non capivo niente, pensavo fosse successo un fatto gravissimo. E invece no, quando ha finito, il papà ha commentato qualcos’altro per tipo dieci minuti, e via così. Ti chiedono come va? E devi parlare per venti minuti, il tuo interlocutore ti ascolta attentamente, pende dalle tue labbra, nessuna interruzione all’orizzonte. Forse è questo il vero shock culturale Italia-Germania, quello che mi ha davvero sconvolta, abituata a iniziare e venire interrotta a ciclo continuo, e poi a interrompere qualcun altro…i tedeschi si ascoltano davvero, quando parlano. 😉 

 

 

 

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5 Comments

  1. Ciao, sono Flavio e vivo da un anno e mezzo a Erfurt. Condivido in pieno quello che hai scritto. Come decima differenza ti suggerisco di scrivere, che i tedeschi non sentono il caldo/ freddo in modo uniforme. Ad esempio a maggio dei colleghi erano vestiti con maglietta e pantaloncini, altri invece avevano il maglione e i pantaloni. In Italia la gente veste in maniera più uniforme, in prinavera dalla finestra di casa mia a Torino vedevo le persone nella strada, e osservando i loro vestiti capivo se bastava una maglietta o dovevo mettere una giacca sopra. In Germania ciò non è possibile.

    1. Ciao Flavio, grazie per il tuo commento, mi fa piacere sapere che altri abbiano avuto le mie stesse esperienze 🙂 Comunque hai davvero ragione! Anche adesso che è estate mi capita di vedere persone con maglione di lana e giacca e altre con sandali e magliettina!

  2. Io sono friulana quindi conoscevo i piumini tedeschi dall’infanzia passata in Austria. Dopo qualche anno, sull’onda dell’amore per l’Ikea del marito, ho subito proposto di prenderli anche per noi nel letto matrimoniale…da quel momento ho evitato una quantità di liti che non hai idea!!!
    Per il bidet…vivo da tre anni in Francia senza…una vitaccia!! :((

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