Imparare una lingua straniera: la fase della libertà

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La fase della libertà

Germania. Sono al parco, stesa a pancia in su, con lo sguardo rivolto alle nuvole che si muovono in cielo. Agli aerei che passano sopra di me, appena decollati o in procinto di atterrare. Chissà. Carichi di passeggeri. Immagino il rumore del motore, il brusio di centinaia di persone che parlano tutte una lingua diversa.

Attorno a me sento suoni incomprensibili, una lingua sconosciuta. Distrattamente penso tedesco, ma forse è turco.

C’è una libertà particolare, una libertà che mi ha colpita da quando vivo in un paese che parla una lingua diversa dalla mia. E’ la libertà di ascoltare voci altrui e perdersi nei propri pensieri, immaginare il significato di parole sconosciute, pensare a quanto certi suoni, certe parole, suonino strane, al mio orecchio abituato ai suoni di una lingua latina. Non mi è mai successo con lo spagnolo, troppo simile all’italiano per non captare almeno qualche parola. Nemmeno con l’inglese, studiato per tanti anni a scuola.

Ma quando sono arrivata in Germania sì. Come nei più accurati stereotipi degli italiani che vanno all’estero, sapevo dire appena poche parole, e mi vergognavo a farlo. Quelle sillabe suonavano disarticolate, le parole goffe e scomposte, così preferivo tacere. Parlare un’altra lingua, ma non quella. Per quanto a lungo quel momento si possa evitare, ad un certo punto le parole escono lo stesso, dopo mesi di ascolto un po’ attento, un po’ distratto, a metà tra l’interessamento e la chiusura verso il nuovo.

Dopo la fase del rifiuto di parlare, e prima di quella in cui finalmente si capisce il senso del discorso, c’è la fase della libertà. E’ quella fase che accade quando ci si libera dalla paura e dal fastidio di non capire, e ci si apre a nuovi suoni. Vuoi perché ad un certo punto non te ne frega più nulla, vuoi perché smetti di provarci, in ogni caso, nella fase della libertà non ci si preoccupa più.

E’ la fase dei sorrisi, quando qualcuno ti parla, la fase in cui non te ne frega più nulla di cosa pensano gli altri di te.

E’ la fase in cui finalmente si elimina tutto il rumore, tutto il superfluo. Ma ti interessa davvero capire cosa stanno dicendo quelli lì, alla fermata del tram? Sicuramente nulla di interessante! Questi suoni sconosciuti, a volte sgraziati, a volte buffi, pieni di significato, si fanno vuoti, una canzone da ascoltare senza capirla.

Eppure, ti accorgi, che stai sviluppando molte altre abilità, come quella di capire le situazioni senza capire le parole che vengono dette.

E’ meglio godersela, la fase della libertà, prima di ricominciare a capire tutto.

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