Imparare l’italiano: perche? L’incontro con una turista australiana

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Nervi, Liguria, tarda mattinata. Siamo in un bar con un terrazzino che si affaccia direttamente sul mare, il cappuccino cremoso, la brioche calda appena sfornata sul tavolo. Si siede vicino a noi una signora bionda, in tenuta ginnica. Chiede se è libero, con un accento straniero. Le chiedo se stesse studiando l’italiano. Lei estrae orgogliosa un libro di grammatica italiana e, felice di praticare la lingua, inizia a raccontare – in un italiano perfetto, con un forte accento – che è australiana, ha tre figli ormai molto più grandi di me, precisa, e trascorrerà qualche mese in Italia per imparare quella che è la sua lingua preferita. Sta frequentando un corso intensivo a Genova al mattino, e al pomeriggio esplora quello che è il suo paese preferito.

Imparare l’italiano: perché lo fanno in molti?

Incuriosita, le chiedo perché, e lei risponde: ” Oh, per i soliti motivi, la lingua meravigliosa, il cibo meraviglioso, le persone meravigliose, il paesaggio meraviglioso…”

Rido. Meraviglioso a quanto pare è la sua parola preferita. Pensare che qualcuno, da un paese così lontano da qui come l’Australia, stia facendo uno sforzo per imparare la nostra lingua, e giudichi tutto meraviglioso, mi riempie di uno strano orgoglio/struggimento, che ho iniziato a provare solo da italiana che vive all’estero.

Da italiana che viveva in Italia non mi era mai capitato, anzi, ad ascoltare la maggioranza degli italiani all’estero funziona tutto meglio.

Magari molte cose sì, ma mentre fissavo quelle casette dai colori tenui – rosa salmone e giallo pallido – ammonticchiati sugli scogli della riviera ligure, la signora australiana aveva già estratto il suo quaderno degli esercizi e riempiva gli spazi con le forme del passato prossimo. Poi, allegramente, ci dice che era appena arrivata da Genova a piedi – ed ecco spiegata la tenuta ginnica – e che ci aveva messo pochissimo, due ore.

Evidentemente, per gli australiani due ore non sono niente, abituati come sono alle loro enormi distanze.

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La guardo per un po’ fare i suoi esercizi, mentre bevo a piccoli sorsi quello che è il mio ultimo cappuccino italiano dell’estate, pensando alle ore trascorse nell’ultimo anno a lavorare in una scuola di lingue, insegnando proprio italiano a entusiasti studenti stranieri, e mi affiora un sorriso sulle labbra.

Alla fine ci alziamo e salutiamo la chiacchierona turista australiana, che mi ricorda un po’ Liz di Eat Pray Love, che si risolleva da un brutto divorzio proprio dando spazio al suo sogno più grande, trasferirsi in Italia a studiare lItaliano. Non so con certezza perché tanti stranieri amino l’italiano, ma di certo so che è bello poter vedere le loro facce soddisfatte a lezione, quando finalmente riescono a presentarsi e a parlare nella lingua che tanto desiderano parlare.

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