Il dilemma del posto perfetto dove vivere

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La città migliore, più grande, più bella delle altre, con tanta vita e cose da fare. E il tempo, non vogliamo certo vivere in una città grigia e piena di smog, dove piove e fa freddo tutto l’anno. E la natura, non guasterebbe il mare, magari un mare bello. E perché no, anche la montagna, per andare a sciare nei week end d’inverno? E il lavoro…deve esserci tanta offerta di lavoro, ben pagato. Però non deve essere cara: prezzi abbordabili. Non dimentichiamoci che deve avere un centro storico delizioso, buoni collegamenti all’aeroporto, a misura d’uomo. Altro aspetto importantissimo: le persone solari, che sorridono quando camminano per strada invece che procedere cupe e freddolose come a Milano, come a Londra. 

Ma esiste la città perfetta? Esiste il Paese perfetto dove vivere? Credo che questa domanda sia molto gettonata fra gli expat, e anche fra tutti i giovani, e non più tanto giovani, perennemente indecisi su dove vivere. È facile pensare: “mi piacerebbe vivere in Inghilterra” ad esempio, senza interrogarsi bene sul perché, su cosa conosciamo di un Paese e su cosa no, su cosa potrebbe offrirci o toglierci. A volte ci capitiamo per caso: un’offerta di lavoro, un amore da inseguire, la vita che prende quella direzione e l’assecondiamo. Un pensiero però accomuna tutti gli expat: sapere che un’altra vita è possibile, che esistono tanti scenari diversi, che la vita si può ricreare, ricucire in un nuovo posto, con tutti gli effetti collaterali del caso, con tutti gli aspetti positivi che ne derivano. 

Aver cambiato vita una volta, magari due. Aver chiamato casa quell’appartamento in affitto ammobiliato, in una città temporanea, e poi un altro ancora, quello con i mobili nostri, ma intercambiabili, comprati all’Ikea che se bisogna disfarsene, si rivendono su eBay senza rimpianti. Questo accomuna la maggior parte degli expat: sapere di essere in un luogo, averlo scelto o magari no, e interrogarsi, nei momenti di nostalgia, o di lucida razionalità, su dove veramente si vorrebbe vivere. Non è una domanda semplice, e non è una domanda che solo chi è salito su un volo sola andata direzione estero si pone. Un po’ di sana invidia per tutti quelli che non hanno dubbi, che da dove sono nati non si sposterebbero. O dalla città dove hanno studiato, o da quella città dove hanno tutto. Tutti gli altri, ci avranno pensato qualche volta. È così, dopo un certo tempo che si vive all’estero immaginare di tornare in Italia è un po’ dura. Forse perché ci si crea una vita e una volta rientrati, bisognerebbe ricrearsene un’altra. Eppure, nei momenti di nostalgia,  si pensa di tornare. O nei momenti di malinconia si vorrebbe vivere in un posto caldo, in un’isola alle Canarie. Ma poi quando si vive alle Canarie c’è quel caldo che non ti lascia dormire e le cucarachas che zampettano sul pavimento della tua stanza, e vorresti essere a Berlino o a Copenhagen, in un appartamento bianco in stile nordico.

Insomma, esiste un posto perfetto? Quanto influisce il posto dove viviamo sulla nostra felicità? Come sempre non c’è una risposta: la risposta è solo dentro di noi, non è una sola e, cosa più importante, varia con il tempo, con le stagioni della nostra vita. 

Cosa ne pensate? Vivete dove vorreste vivere? Mi piacerebbe sentire le vostre storie 🙂

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2 Comments

  1. Io vivo dove vorrei vivere, sono felice e appagata.
    Per qualche mese starò più via che altro, praticamente sempre fuori per lavoro, ma per fortuna è un periodo che finirà presto e tornerò fissa a casa mia diminuendo di molto le trasferte 🙂

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