Elp-Expat: intervista a Elisa, Expat a Düsseldorf

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Dopo tanto tempo tornano le interviste agli expat italiani in giro per il mondo. Oggi tocca ad Elisa, expat a Düsseldorf, un’italiana espatriata ormai tanto tempo fa per inseguire la sua carriera. Si definisce dalla doppia anima, italiana e tedesca, e questo, unito alla sua esperienza decennale in Germania, l’ha portata a dedicarsi a qualcosa di molto particolare: aiutare i nuovi expat in Germania. Con il suo servizio Elp-Expat, traduce documenti, aiuta a cercare casa, a controllare contratti di lavoro e titoli di studio. Oggi ci racconta la sua esperienza in Germania, tra momenti belli e momenti no, con schiettezza e mantenendo uno sguardo realistico sulle cose.

Elisa, puoi fare una piccola intro nella quale ti presenti e introduci la tua professione?

Nata in Italia, dal 1988 all’estero, dal 2007 in Germania, mi sto dedicando, tra altre cose, all’attività di Elp-Expat. Dopo la laurea in scienze della comunicazione in Italia, e un master in Germania, sono diventata anche traduttrice di lingua tedesca. Di cosa mi occupo su Elp-Expat? Posso rendere la vostra vita in Germania e in particolare a Düsseldorf più facile, alleggerendo le trafile burocratiche e aiutandovi a superare le barriere linguistiche. Aiuto e supporto nella scelta dei contratti di affitto, assicurazione sanitaria, contratti di lavoro. Se il sistema tedesco vi sembra complicato, niente paura, lo posso spiegare in modo facile.

 Se non sono troppo indiscreta, ti va di parlarci un po’ del tuo trasferimento in Germania? 

Mi sono trasferita circa dieci anni fa per motivi professionali. La società per cui lavoravo aveva acquisito varie sedi europee. La mia destinazione tedesca è stata Norimberga, dove ho vissuto fino al 2011, per poi venire a Düsseldorf, sempre per lavoro: un cliente giapponese aveva bisogno di un team internazionale nella sede Europea.

 Il tedesco: per molti uno scoglio insormontabile. Tu lo parli benissimo, ti  andrebbe di condividere qualche consiglio su come impararlo, e la tua esperienza? Hai frequentato corsi intensivi, o da autodidatta?

Fin da bambina, in Italia, ero affascinata da questa lingua criptica che tanto sentivo parlare dai turisti. Era una sfida: la volevo capire. Quindi ho iniziato a studiarne la grammatica quando avevo 12 anni, per hobby, senza sapere quanto questa lingua sarebbe diventata il mio patrimonio nei decenni successivi. Lo studio serale ed estivo di una lingua così difficile però non mi consentiva di apprenderla in modo soddisfacente, quindi ho deciso di dedicare il quarto anno delle superiori all’ esperienza di Exchange Student, prima a Berlino Est e poi a Krefeld. In un anno sono riuscita a migliorare abbastanza.
Tuttavia, ho potuto interiorizzare molti vocaboli e forme verbali solo quando ho vissuto la quotidianità tedesca al 100%: mai contatti con italiani, sempre letture tedesche (dai volantini pubblicitari ai rotocalchi), serate trascorse davanti alla TV. Ho adottato un approccio analitico e ludico alla lingua, ragionando sulle regole grammaticali e risolvendo la sintassi come fosse un sudoku. Per memorizzare i vocaboli mi piace “giocare” con allitterazioni e significati traslati, trovare le radici comuni alle parole e mi diverto a capire poi le varie accezioni. Consigli? Vivere alla tedesca con tedeschi… faticoso, ma è l’unico modo in cui si impara velocemente: tempo, dedizione, pazienza. Iscriversi ad un’associazione per condividere hobby, leggere le etichette dei prodotti col vocabolario in mano, appiccicare post-it con i nomi tedeschi degli oggetti in casa… immergersi nella lingua come se non ci fosse alternativa. E poi essere ambiziosi e perfezionarsi. Tutt’ora mi capita di incontrare terminologie settoriali quando traduco dei documenti specifici, in ambito giuridico o tecnico.

epattadusseldorf

Vivi a Düsseldorf: cosa ti piace di questa città e cosa no?

Mi piace la dimensione abbastanza piccola per essere “überschaubar” – cioè non dispersiva, dove si riesce a girare in poco tempo (un vantaggio rispetto a Berlino o Londra, ad esempio), ma comunque abbastanza grande per avere servizi e attrazioni culturali, università, ospedali, teatri, mostre, che consentono un po’ di svago senza costringere a lunghe distanze.
Mi piacciono anche i parchi giochi puliti e fruibili per i bambini, le molte iniziative gratuite, le piscine comunali moderne.

Non mi piace il meteo, grigio e umido per molti mesi all’anno. Fatico a definire Düsseldorf come una bella città: per noi italiani che abbiamo respirato arte a ogni passo, affermare che questa sia una città esteticamente bella è arduo.
A Düsseldorf trovo spropositato il costo dei mezzi pubblici, 2.70 euro la corsa semplice
mi sembra un furto.

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 Expat Assistant: nel tuo sito Elp-Expat offri servizi e consulenze, in italiano e inglese, per aiutare gli expat  con le classiche problematiche (burocrazia, ricerca di una casa etc). Ci parli di questa professione?

Questa professione è nata in concomitanza di molti fattori: sono stata una Expat, figlia di Expat e poi io stessa da adulta. So cosa significa psicologicamente per i singoli e per le famiglie. La mia attitudine empatica per i problemi altrui, affrontandoli con responsabilità e risolvendoli. Le mie conoscenze linguistiche e giuridiche. Nel 2010 a Norimberga ho frequentato per sei
mesi un corso di specializzazione per accademici in Social Management che mi ha immerso nella mentalità burocratese tedesca.

 Trasferirsi in Germania: quali sono, a tuo parere, gli step più difficili e problematici?

La lingua, perché è essenziale se si vuole avere una vita vera e propria, sia dal punto di vista lavorativo che privato. Il lavoro:  a mio parere inutile venire qui e cercare allo sbaraglio. La vita sociale: soprattutto a Norimberga ho vissuto momenti di profonda solitudini e situazioni spiacevoli. Bisogna prepararsi, informandosi e pianificando gli step. Le informazioni online sono disponibili, le istituzioni tedesche hanno pagine complete relative al lavoro e ai documenti necessari per trasferirsi, l’assistenza sanitaria o il riconoscimento del titolo di studio.

 Lavorare in Germania: c’è qualche consiglio da insider che vorresti condividere con i lettori di My Social Travel?

Non affidarsi al “sentito dire” sui social, agli aneddoti di cugini e conoscenti. Chi nemmeno si sforza di capire, di informarsi, chi manca di logica per strutturare il proprio progetto di cambiamento, non è adatto alla vita in Germania – a mio parere. Questo Paese può offrire molto, ma pretende anche disciplina e forma mentis affini. Ottimo sarebbe partire come Expat, cioè trasferendosi in accordo con la propria azienda, o almeno con un contratto di lavoro firmato e sicuro. Questo avviene per professionisti specializzati in settori tecnici, informatici, scientifici – i c.d. MINT, che servono in Germania.

Non consiglio di arrivare qui allo sbaraglio, pensando di avvalersi dello stato sociale tedesco e degli aiuti alle famiglie, o di offrirsi per qualsiasi lavoro manuale senza sapere la lingua, magari lavorando per altri italiani. Non si guadagna più che in Italia.

 E infine…una domanda forse un po’ personale, ma che mi sta molto a cuore: expat blues. La nostalgia dell’expat. C’è qualche consiglio che una expat di lunga data come te può dare, per gestire i momenti di nostalgia provati dagli
expat?

Nei momenti no, chiedersi e ricordarsi perché si sia deciso di partire e di stabilirsi in un luogo: se le argomentazioni sono ancora valide, restare. Per me ha funzionato mantenere pochi contatti con l’Italia, ma è un processo diverso per ognuno.
Moltissimi vogliono venire in Germania ma non sempre vogliono restarci (Elisa risponde giornalmente a richieste di italiani che cercano lavoro in Germania, ce ne sono centinaia al giorno, n.d.r.) Negli ultimi mesi ho seguito eccezionalmente casi di persone italiane che hanno deciso di lasciare la Germania: non per rientrare in Italia, bensì per andare in Paesi dove
venivano maggiormente apprezzati professionalmente o dove avevano legami sentimentali più forti. 

Grazie Elisa per la tua testimonianza! 

Le opinioni degli intervistati non sono da intendersi condivise da My Social Travel.

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1 Comment

  1. Bravissima Elisa sei stata molto chiara….io desidero di venire in Germania lavorare come Parrucchiere come (Friser)sono 23 anni che faccio questo lavoro in Italia ho la carta di soggiorno europea la mia domanda e mi puoi aiutare trovare lavoro parrucchiere con alloggio insieme Parlo inglese francese capisco poco tedesco ma lo capisco un po’…. per più informazioni vedi la mia pagina facebookhttps://m.facebook.com/King-Artan-Hair-250748158276693/?locale2=it_IT

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