Com’è veramente avere amici da tutto il mondo: la solitudine dell’expat

amici da tutto il mondo
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Com’è veramente avere amici da tutto il mondo?

Mi ero appuntata questa domanda sulle note del cellulare, con qualche errore di battitura, dopo due-tre birre bevute con spagnoli, portoghesi, sudamericani e israeliti. Una sera d’estate tiepida, una della poche regalate dal clima tedesco…

L’avevo scritta con una punta di amarezza, perchè, come tutte le cose all’apparenza cool, anche avere amici di ogni nazionalità nasconde un’insidia non trascurabile: prima o poi te ne vai, prima o poi se ne vanno.

Quando si espatria, quando si va a vivere all’estero per qualunque motivo, la solitudine può essere in agguato. Può capitare a tutti:a volte ci si impegna tanto per farsi  una cerchia di amici ma semplicemente non capita.

Farsi amici in Spagna

Mi ricordo quando ero a Valencia, in erasmus. All’inizio mi ero ostinata a voler conoscere solo spagnoli, volevo parlare in spagnolo, uscire dalla cerchia di erasmus da ogni nazionalità che parlavano inglese fra loro, o da quella degli italiani, che parlavano solo italiano. Beh, non è stato facile, e solo dopo tempo ho capito perchè: fare amicizia con qualcuno che poi se ne andrà, fa male.

Quando poi sono tornata in Spagna per lavoro, è stato facile avere amici spagnoli. Dal primo giorno mi hanno invitata a colazione con loro, a uscire con loro. Dopo qualche settimana avevo tanto da fare, avevo conosciuto tante ragazze, ci vedevamo dopo il lavoro, facevamo cose normali. Ma prima o dopo tutto questo finisce, ed è triste.

Avere amici da tutto il mondo significa che quando vi separate potresti non rivederli mai più. Ecco cos’è questa nota di amarezza in fondo al bicchiere che caratterizza tutte le despedidas. Tutti gli addii. A volte le amicizie durano, ci si continua ad aggiornare, magari ci si va a trovare. A volte si perde ogni traccia.

solitudine expat

E com’è farsi amici in Germania?

Mi hanno fatto in tanti questa domanda e non ho ancora una risposta. Tutto dipende dalla città dove si vive. A Colonia era facilissimo, ora lo è meno. Ma non è più difficile che in Spagna, anche se lo pensavo all’inizio. Dipende dal lavoro che si fa: se si lavora in un’azienda internazionale ci saranno tante persone nella stessa situazione, sarà più facile crearsi una rete di amicizie e conoscenze. Dipende dalla fortuna, dagli interessi di ognuno.

A volte si è semplicemente sfortunati, oppure si conoscono sempre persone che dopo qualche mese tornano al loro paese o partono per una nuova avventura. Ultimamente una mia cara amica qui è partita: ero stata fortunata ad incontrarla, per caso, parlavamo la stessa lingua, andavamo d’accordo, avevamo tante cose in comune: potevamo andare a nuotare insieme, a camminare, a esplorare la città, a fare shopping, a bere qualcosa. Non è scontato conoscere persone affini, soprattutto dopo una vita trascorsa in una piccolissima città, senza aver fatto mai alcuno sforzo per conoscere nuovi amici, ne avevi già e li conoscevi dai tempi dell’asilo!

La solitudine dell’expat

Quando si è lontani da casa, non importa dove, ci si comincia a conoscere meglio. Le certezze avute da sempre crollano, lentamente, una ad una. Non ci sono più le persone di sempre, i luoghi di sempre, a definirci. Improvvisamente ci si può reinventare, in un nuovo contesto, e non è sempre facile. Dipende dalla sensibilità di ognuno ma può essere molto difficile. Sono momenti che possono essere superati con facilità, oppure no, e non esiste una formula che funzioni per tutti.

Se le cose diventano troppo difficili però, bisogna reagire! Non si può stare male, bisogna guardarsi dentro e provare a capire se è solo un momento e si supererà in fretta, o se si sta vivendo questa fase come un esilio, invece che un momento di crescita.

 

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