Come liberarsi dell’ansia di non fare abbastanza- Blog e Viaggi

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L’ansia di non fare abbastanza, di non fare abbastanza bene, di non essere all’altezza. L’affanno di non riuscire a stare dietro a tutti gli impegni. Impegni che nella maggior parte dei casi ci prefissiamo noi stessi. Il senso di colpa per l’aver perso tempo. In questo articolo, vi parlerò di questa sensazione che prima poi colpisce tutti e, in particolare, voglio portarvi l’esempio dell’ansia da blogging e dell’ansia di non viaggiare mai abbastanza.

Chi è immune a questa brutta sensazione? Come fare per liberarsene?

 

Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire.
(Paulo Coelho)

 

Ansia da travel blogger

Quando ho deciso di aprire un blog, l’ho fatto perchè adoro scrivere, il blog mi avrebbe permesso di scrivere, di esercitarmi, di trovare il mio stile di scrittura e anche di essere letta. Dal momento che l’altra mia passione sono sempre stati i viaggi, ho deciso che avrei aperto un travel blog.

Volendo fare una cosa fatta bene, inizialmente ho dovuto studiare e imparare almeno le basi di come si gestisce un blog, facendo da sola e leggendo quello che trovavo in internet. Ho investito quindi tanto tempo a scegliere un hosting, il tema, a modificarlo e via dicendo. Quando il blog era finalmente pronto, e vuoto, l’ispirazione era sparita. Il primo problema era che non ero più convinta: dopo tutte quelle ricerche, dopo aver scovato in rete decine e decine di bellissimi blog, di articoli scritti bene, di temi bellissimi, mi aveva preso l’ansia di non fare abbastanza, l’ansia di non essere abbastanza! E così, dopo aver scritto una decina di articoli, e averli cancellati quasi tutti, ho abbandonato il mondo del blogging, a malincuore. Dopotutto a cosa sarebbe servito? Tutti a parlare di trovare una nicchia di lettori, di come scrivere i migliori articoli ottimizzati SEO, che bisogna pubblicare contenuti straordinari ogni giorno. Tra il fatto che non ne avevo il tempo, ma nemmeno la voglia in effetti, di fare una cosa del genere, ho lasciato perdere, con un senso fievole di sconfitta. Dopotutto era un mio sogno e l’avevo lasciato perdere, non avevo lottato per farlo diventare realtà.

ansia di non fare abbastanza

Poi, finalmente, dopo aver attraversato un periodo di cambiamento, la fine dell’università, un trasferimento all’estero e mille cose dopo, una sera che ero da sola ho scritto il primo post dopo più di un anno, e da lì non ho più smesso! Otto mesi dopo però, l’ansia del non fare mai  abbastanza ha fatto di nuovo capolino. Si trova sempre il blog più bello, quello più interessante, con più collaborazioni. Fra i vari tentativi di miglioramento, e le decine di calendari editoriali scritti e poi modificati, non rispettati e le liste con due mila cose da fare, da passione si era trasformato di nuovo in motivo di preoccupazione. Un’altra cosa da fare alla lista delle cose da fare: fare la spesa, cambiare le lenzuola, scrivere il nuovo post sul blog, rinnovare l’abbonamento del treno.

E non è questo che deve essere, non per ora!

Ansia di non viaggiare mai abbastanza

Valentina scrive nel suo blog Frida lascia la città:

 Nella grande competizione dei viaggiatori vince chi ha viaggiato bene, e non chi ha viaggiato tanto. Si parla del rapporto quantità/qualità, e avete tutta la mia stima se avete visitato mezzo mondo con l’animo e il cuore del viaggiatore vero. Chi è costui? Ne traccio l’identikit: il viaggiatore vero è curioso, si fa prendere dall’ossessione per un paese e poi ci va, parte perchè vuol partire, per fare la collezione di ricordi e aneddoti divertenti da raccontare. Trolley o zaino, ostello oppure hotel 4stelle, spiaggia o città, CouchSurfing o tenda, look sempre in ordine o in stile barbona, non importano questi dettagli. Che sia chiaro, nel vantarsi dei mille timbri del passaporto non c’è niente di male, anzi, ma pensandoci bene non è la cosa che conta di più. Il mondo è talmente bello, talmente vario, talmente grande che viaggiare è come entrare in una libreria, c’è e ci sarà sempre qualche decina di libri che ancora non abbiamo letto e che vorremmo comprare. Voi non siete mai andati un attimo in paranoia leggendo le storie di persone che hanno visitato il globo intero facendovi sentire dei pivelli? Oppure non siete mai stati trattati come degli idoli perchè avete fatto uno o due viaggi da soli?

L’impressione di non viaggiare abbastanza, può sembrare stupida a molti di voi, ma per altri è un problema serio. E’ da intendersi come quel senso di insoddisfazione che si prova a volte, verso la propria vita, in quelle giornate che non sono niente di speciale, o quando qualcosina è andato storto, e apriamo Instagram o Facebook e vediamo quell’amica/o a Bali. O quando sentiamo quella storia di quel conoscente che è partito a fare volontariato in Africa, o di quell’altro che lavora in una super multinazionale.

Capita sempre in un momento in cui si è un pochino più fragili, e si inizia a comparare, a pensare oddio, non ho ancora visto l’Asia, l’Africa, tutto il Mondo, la vita scivola veloce, ma dove voglio andare?! Parte così l’ossessione del fare, fare, visitare, collezionare viaggi, dimenticarsene, essere sempre più stanchi…per cosa poi? Per niente! E’ quella sensazione che quando si sta facendo qualcosa, o si è a casa a riposarsi, si stia perdendo chissà quale evento.

Ma come liberarsene?

Ansia di non fare abbastanza? Fare meno, fare meglio

Ho parlato in questo articolo di ansia da blogging e di viaggio, perchè in questo blog parlo anche di viaggi, ma questa tematica funziona così in vari aspetti della vita. Come godersi la vita senza queste inutili seghe mentali? Una delle citazioni più abusate di sempre, less is more, sembra nel mio caso essere appropriata. Non è un invito a fare meno in generale, ma a capire il motivo per il quale lo facciamo. Ecco alcune cose che con me funzionano:

  • Smettere di fare paragoni! Sui social tutti hanno una vita perfetta. Mi dispiace, ma non ci credo che sia tutto sempre in ordine Pinterest style. O che tutti siano sempre in vacanza. Probabilmente questi si fanno il culo quadro tutti gli altri giorni, quando non postano niente. Inoltre, è utile pensare che gli altri con tutta probabilità penseranno sia tu quello con la vita fantastica (per il fatto che il giardino del vicino sia sempre più verde…)
  • Trovare il proprio ritmo personale. Siamo tutti persone, siamo tutti diversi. C’è chi riesce a lavorare 12 ore, tornare a casa e scrivere il post dell’anno, chi dopo sei ore è da ricovero e arranca fino a sera. Dipende dal fisico, dipende da tante cose. E’ inutile sforzarsi, colpevolizzarsi per non aver fatto questo e quell’altro.
  • Seguire il proprio ritmo. Una volta trovato il proprio ritmo, bisogna accettarlo. Sforzarsi di migliorare va bene, ma non se si trasforma in ansia di non fare abbastanza.
  • Pensare a tutto quello che già si ha, tutto quello che abbiamo già visto,  visitato, conseguito nelle nostre vite! Sicuramente è già tantissimo, il problema è che non viene apprezzato abbastanza.

 

E a voi è mai capitato di di essere vittime di questa “brutta ansia”? E se si, come avete fatto per risolvere? Ogni commento è importante per me, fatemi sapere 🙂

ansia_lessismore

 

 

 

 

 

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2 Comments

  1. Si capita anche a me e, come dici tu, è una preoccupazione che torna in certi momenti della vita. In certi momenti della vita questa preoccupazione ci ha motivati magari a grandi ed energiche svolte e forse per questo quando ritorna non giudichiamo questa sensazione/emozione negativamente. Ma è in realtà quanto di più deleterio per il processo creativo e per il nostro percorso di conoscenza. Quando arriva questa sensazione cerco di accettarla e di non bloccarla, osservo quanto sia limitante e inutile e cerco di focalizzarmi sul presente sinché la sensazione non sparisce. Poi magicamente riprendo a fare e scrivere nella direzione giusta. Grazie per questo post.

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